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Tag Archives: la quinta stagione

Bruegel, Tarkowskij, Von Trier: la contemplazione dell’immagine (1/5) Premessa

 

Spesso si trascura che l’unità base del cinema è l’immagine. Come arte visiva, il cinema, non può esimersi di confrontarsi con le discipline artistiche che hanno preceduto la sua giovane venuta, e ovviamente questo confronto non può prescindere la pittura con la sua sensibile vicinanza e la sua tradizione.

Diversi artisti sono stati, appunto, veri e propri riferimenti per altrettanti registi nella storia della cinematografia, in particolare di quella europea: da Ejzenstejn a Dreyer, all’espressionismo di Murnau, in Italia i richiami alla pittura ottocentesca , ai macchiaioli, agli impressionisti, come quelli di Luchino Visconti e di Bernardo Bertolucci, senza tralasciare Pasolini con il suo intimo contatto con la sacralità primitiva di Giotto e degli artisti del quattrocento da una parte, e l’immenso amore per i manieristi come Pontormo e Rosso Fiorentino dall’altro1.

Tra tutte queste situazioni, che soventemente affiorano dal cinema europeo, proprio in continuità con la storia dell’arte continentale, emerge un artista che ha stimolato particolarmente la visione dei registi: Pieter Bruegel il vecchio. Della sua assonanza con il mondo dello schermo ne sono testimonianza due recenti pellicole come I colori della passione di Lech Majewski e La quinta stagione di Peter Brosens e Jessica Woodworth, rispettivamente del 2011 e del 2012.

coloripassione

Lech Majewski, I colori della passione, 2011

I colori della passione (titolo originale The mill and the cross) è un film eccezionalmente visivo; con la sua particolare tecnica registica Majewski vuole inserire il fattore del tempo nella pittura e allo stesso tempo restituire quell’alone di atemporalità, di estaticità di cui i quadri di Bruegel sono impregnati. Il regista polacco ci presenta proprio il pittore fiammingo (interpretato da Rutger Hauer) nel periodo in cui sta ideando la sua Salita al calvario, immerso tra gli abitanti delle fiandre così spesso protagonisti dei suoi quadri. E così Majewski dipinge quadri cinematici riproducendo sullo schermo quella stessa sospensione contemplativa presente nel capolavoro di Bruegel; con quel Cristo, che trascina la sua croce, quasi disperso tra tutte i personaggi che si affacciano all’ombra del mulino, quasi che tutta la tragicità della sua storia, lontana dalla quotidianità dei paesaggi, delle presone, passi in secondo piano rispetto alla vitalità delle figure che lo circondano.

La quinta stagione (La Cinquième Saison) è un altro film che sa indugiare sulle immagini, filtrate dall’occhio della camera e capaci di rendere il paesaggio delle Ardenne come dipinto.

Peter Brosens e Jessica Woodworth,  La quinta stagione, 2012

Peter Brosens e Jessica Woodworth, La quinta stagione, 2012

Qui il pittore non è direttamente citato, ma, attraverso l’uso frequente della camera fissa, sono i paesaggi e il popolo stesso, capace di ripetersi quasi con i medesimi riti, che Bruegel dipingeva cinquecento anni prima, a venire “inquadrati” pittoricamente in questi quadri animati, con la stessa sensibilità celata nella mano del maestro fiammingo. Quadri che tragicamente rappresentano un angoscioso mondo condannato all’inverno perenne2.

Venendo però al dunque, c’è un quadro particolare di Bruegel che lega due registi, ed entrambi lo fanno comparire in due loro film: questo quadro è Cacciatori nella neve, dipinto datato 1565 e appartenente al ciclo delle stagioni. Cacciatori nella neve appare sia in Solaris di Andrej Tarkowskij nel 1972, che nel 2011 in Melancholia di Lars Von Trier, come un appiglio teso a citare il precedente film del maestro russo. Solaris e Melancholia sono due film che prendono il nome da due tremendi pianeti e sono, direi volutamente, uniti da questo riferimento pittorico: nei prossimi interventi proverò dunque a presentare i protagonisti di questo incontro sancito dalla forza visiva di un dipinto, incontrando Bruegel, Tarovskij e Von Trier cercando di evincere quali relazioni e contaminazioni si sono articolate tra questi importanti costruttori dell’immagine.

Pieter Bruegel il Vecchio, Cacciatori nella neve, 1565, Kunsthistorisches Museum, Vienna

Pieter Bruegel il Vecchio, Cacciatori nella neve, 1565, Kunsthistorisches Museum, Vienna


1. Roberto Campari, Cinema: generi, tecniche, autori, Milano, Mondadori, 2002, pp 176-185 

2. http://www.artribune.com/2013/07/bruegel-in-versione-cinematografica-secondo-peter-brosens-e-jessica-woodworth/ 

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